Cosa sono le mestruazioni
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Conversazione tra Susanna e Ambra sulle mestruazioni
Susanna: Non ho mai vissuto il ciclo mestruale come qualcosa di positivo: in genere non mi piace averlo. Sapere che per una settimana al mese devo subire questo processo, il sangue che fuoriesce… l’ho sempre visto come un peso. Quando ero piccola nessuno me l’ha spiegato dettagliatamente, sapevo solo che esistevano gli assorbenti. La prima volta mi è arrivato a 12 anni e mezzo e la mia reazione è stata di sconforto.
Ambra: Considero la mestruazione sia amica che nemica. Nemica per i dolori, la gestione e i cinque giorni di durata. Amica quando arriva dopo un rapporto sessuale, regalandomi un senso di sollievo, anche se solo per un po’. Da un lato è ciò che permette la procreazione, dall’altro è una presenza costante e faticosa fino alla menopausa.
A me è arrivato più tardi, verso i 13-14 anni. Era domenica, sono rimasta scioccata e mia madre mi ha detto: “Auguri, signorina!”. Ci sono rimasta male, lei ha minimizzato. Alle ragazze andrebbe spiegata la verità sul dolore e sul funzionamento del corpo, senza pretendere che siano felici.
Nel quotidiano come lo gestisci? Tra lavoro e sport, ad esempio?
S: Quando ho gare sportive spero sempre che non mi arrivi: nei primi due giorni mi sento spossata e senza energie. Però, se c’è un lato positivo, durante il ciclo sono paradossalmente più calma e razionale, mentre prima mi sento più nervosa.
A: A scuola o al lavoro è dura. Quando andavo all’istituto per sordi, le suore mi dicevano di andare a lezione anche se avevo dolori fortissimi, chiedendomi come avrei fatto a lavorare. Ci hanno insegnato a soffrire in silenzio. Invece dovremmo avere diritto ad almeno un giorno di riposo: il dolore mestruale è reale e non è una nostra colpa. Pensa che in certi contesti si usa persino un simulatore di crampi e gli uomini non riescono a sopportarlo!
S: Infatti in alcuni Paesi esiste già il congedo mestruale, e sarebbe giusto introdurlo anche in Italia, soprattutto per chi soffre di patologie come l’endometriosi. E tu che prodotti usi per la gestione pratica?
Io uso la coppetta mestruale e mi ha cambiato la vita! Mi permette di muovermi liberamente senza la paura di sporcarmi. Te ne dimentichi quasi durante la giornata. Pensa a quando in passato si usavano le pezze di stoffa: oggi le cose sono molto migliorate.
A: Io nei giorni di flusso abbondante alterno assorbenti lavabili e coppetta. È vero, questi nuovi prodotti hanno alleggerito un po’ il peso del ciclo. Però dobbiamo fare un passo avanti anche sul piano sociale: parlarne apertamente, eliminare i tabù ed evitare eufemismi come “piove” o “semaforo”.
S: Esatto! Crescendo c’era sempre l’ansia da macchia e la vergogna delle prese in giro. Il sangue mestruale viene ancora visto come qualcosa di disgustoso, invece è un fenomeno del tutto naturale. Dobbiamo parlarne anche con gli uomini e trasmettere serenità.
A: Ci sono ancora troppi pregiudizi. Pensa alle frasi del tipo: “Sei nervosa? Ti stanno arrivando?”, o alle vecchie credenze popolari, come il mito che con il ciclo non si possa cucinare il sugo perché andrebbe a male!
S: O peggio, la storia che ci siano poche chef donne perché durante il ciclo non cucinerebbero bene! Cose assurde. Dobbiamo smettere di tramandare questi falsi miti e insegnare alle future generazioni una visione sana e senza vergogna.