Mascolinità tossica

Durante la nostra infanzia, nella vita quotidiana, spesso ci veniva detto “Non piangere, sii uomo!” “Come sei raffinato, sembri una femminuccia!” “Fai l’uomo, non avere paura!” “Guai a mia moglie se vuole mostrare le sue forme in pubblico!” Tra queste affermazioni, di cui ci sono tanti esempi, non ci accorgiamo della loro gravità, perché le diamo per scontate, pensando che siano normali. Da tanto tempo si va avanti così, ciclicamente. Però questo non è corretto; anzi, non va bene. Non è altro che mascolinità tossica! Che cos’è? È un atteggiamento tossico, dovuto agli stereotipi, alle discriminazioni e alle violenze contro le donne, la comunità LGBTQIA+ e le persone maschili considerate non abbastanza maschili. Il razzismo sfrutta anche questo atteggiamento. Non ci rendiamo conto di questo atteggiamento quotidiano. Ad esempio, le battute sessiste sono ormai diffuse e le normalizziamo dicendo alle altre di non arrabbiarsi, che erano solo scherzi. È proprio il terreno della mascolinità tossica, dove i comportamenti nocivi possono crescere gradualmente fino a raggiungere il massimo della gravità. Vedere tutti i giorni, fin dalla nascita, questo tipo di mascolinità tossica ha un impatto sulle generazioni future, che finiscono per interiorizzare questa normalità del “fare l’uomo!”. La nozione delle emozioni, ad esempio, è un argomento tabù per gli uomini. Dimostrarle sarebbe considerato un segno di debolezza, quindi gli uomini si sentono obbligati a nasconderle. Questo nascondere le emozioni provoca l’insorgere di problemi emotivi come ansia, depressione e isolamento. Le emozioni sono davvero un segno di debolezza? Sono nocive alla nostra crescita? Tutti gli esseri umani, uomini e persone di tutti i generi, hanno il diritto di provare emozioni diverse. Per ridurre, fino a evitare, gli atteggiamenti tossici dei maschi, occorrono empatia, ascolto e mettere da parte ogni giudizio verso le persone. Si ricorda che la mascolinità tossica non si manifesta solo nell’aspetto fisico dell’uomo, ma anche nel modo di parlare di uomini che potrebbero non apparire maschili. L’importante in tutto questo è rendersi conto della gravità dei propri atteggiamenti, per poi riflettere sulla correttezza del comportamento e sul suo impatto sociale. E non solo, bisogna anche intervenire quando si è testimoni di un caso simile, proponendo una discussione riflessiva. Un intervento del genere può essere molto utile!